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“Condividi”.

Non un semplice pulsante di un social network ma una nuova modalità di partecipazione che permette di creare una nuova forma di intelligenza.

Niente a che vedere con l’omologazione e l’isomorfismo intellettuale, ma un modo diverso di aggregazione tra le persone e le intelligenze. Un’intelligenza che si arricchisce del sapere di ognuno per farlo diventare patrimonio comune e per diffondere buoni (a volte cattivi, cattivissimi) pensieri.

Buoni non nel senso di buonismo ma buoni come stimoli per pensare, discutere, crescere.

Un’intelligenza che, come la cultura, permea tutto il tessuto sociale e porta un’evoluzione intellettuale, certo possibile anche a livello individuale ma molto più utile se diventa di tutti e per tutti.

Il nostro modo di conoscere, la nostra mente, non funziona in senso lineare. Ogni nodo del sapere innesca un meccanismo di ramificazione che, basandosi su una ristrutturazione di tutto l’assetto cognitivo, permette alla nostra struttura conoscitiva di ri-modellarsi e di ri-definirsi verso una struttura più composita e quindi più ricca.

La tecnologia è un valido aiuto in questo senso. Per questo, non dobbiamo temerla ma dobbiamo usarla e padroneggiarla in modo che sia proficua.

Ogni cosa che avviene va guardata con interesse, non dobbiamo farci spaventare da ciò che ci è sconosciuto e che ci appare come un ostacolo insormontabile.

La tecnologia e l’innovazione sono il motore del mondo, ne rappresentano lo strumento principe per la crescita.

Certo, nel rispetto della salvaguardia di tutti e con i dovuti distinguo, senza farne un fine ma usandolo con intelligenza e lungimiranza.

Senza paura ma anche senza lasciarsi travolgere.

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