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Stress, motivante e positivo.

 

Parlare di stress  rimanda sempre a qualcosa di negativo ma non sempre le emozioni ad esso associate sono portatrici di un disagio psicologico.

Quotidianamente parlo con persone che si dicono stressate, e che non riescono a gestire in modo positivo le loro giornate, sia in campo lavorativo sia in quello personale. Accusano malesseri e disagio psichico.

Alcuni studiosi, primo tra tutti Hans Selye, fisiologo e padre della teoria dello stress, parlano di due forme di stress:

eustress (dal greco “eu” che significa bene) come  esperienza e attivazione che fa bene

dystress che è un’esperienza spiacevole che genera malesseri e patologie.

Facciamo un esempio: lavorare molto facendo un’attività gratificante è senza dubbio un’esperienza “eu-forizzante”: siamo stanchi ma soddisfatti.

Si può, invece, lavorare meno ed essere insoddisfatti perchè il lavoro non ci gratifica.

La psicologa S. Kobasa ha studiato una serie di soggetti definendoli “stressati ma sani” coloro che nel proprio lavoro, pur in presenza di situazioni pesanti, rimangono mentalmente e fisicamente sani.

Questi soggetti sono definiti “forti” e sono caratterizzate, in misura elevata, da tre tratti di personalità:

– impegno

– controllo

– gusto per la sfida.

Questi tre tratti, presenti contemporaneamente , permettono di affrontare situazioni di dystress senza impatti significativi sulla salute fisica e mentale.

Vediamo i tre tratti da vicino:

IMPEGNO

E’  la tendenza a lasciarsi coinvolgere, ad andare fino in fondo, a capire le cose. Si è attivi e non ci si fa spaventare dalla fatica. Non si abbandona il campo e le difficoltà sono valutate e affrontate in termini realistici. Ma perchè ci sia impegno, occorre avere degli obiettivi da raggiungere, qualcosa per cui lottare, qualcosa in cui credere oppure ostacoli da superare.

CONTROLLO

Si agisce sapendo di poter esercitare qualche forma di controllo. Si ha fiducia nelle proprie possibilità. E’ necessario intervenire, a seconda delle situazioni, oppure è preferibile prendere tempo, saper rinunciare e aspettare.

GUSTO PER LA SFIDA

E’ la disposizione a considerare come stato naturale della condizione umana il cambiamento, la novità. E’ non cristallizzarsi sulla stabilità. E’ saper vedere il positivo che esiste in un cambiamento che viene accolto come occasione di crescita e incentivo al miglioramento. Le sfide sono considerate stimolanti e non sono viste sempre come minacce. E’ la disposizione a essere aperti e flessibili.

Questi tre tratti, se coltivati, possono far diventare molti stress dei positivi eustress.

Eliminare tutti i motivi di stress non è facile, anzi, direi che è impossibile.

Meglio dunque sviluppare una certa tolleranza ai fattori stressanti, coltivando i tre tratti di personalità indicati e assumendo, per quanto possibile, un’attitudine e una mentalità ludica.

Possiamo provarci!

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