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L’autoefficacia: so di essere capace.

“Le convinzioni che le persone nutrono sulle proprie capacità hanno un profondo effetto su queste ultime. Chi è dotato di self-efficacy si riprende dai fallimenti; costoro si accostano alle situazioni pensando a come fare per gestirle, senza preoccuparsi di ciò che potrebbe eventualmente andare storto”.  A . Bandura

Ognuno di noi mette in atto dei comportamenti e agisce per raggiungere delle mete, per conseguire obiettivi e per degli scopi precisi.

A spingerci all’azione è la motivazione che, sulla base di un desiderio, di un impulso, di un’aspirazione, di una curiosità ci porta a indirizzare le nostre forze verso mete precise.

Non sempre però siamo consapevoli di quali sono i motivi che ci fanno avere un certo comportamento piuttosto che un altro.

Sempre Bandura afferma che l’autoefficacia è data

“dalle convinzioni circa le proprie capacità di organizzare ed eseguire le sequenze di azioni necessarie per produrre determinati risultati”

Non si tratta di una  fiducia generica in se stessi, ma della convinzione di poter affrontare efficacemente alcune  prove, di essere all’altezza di determinati eventi, di essere in grado di cimentarsi in alcune attività o di affrontare specifici compiti.

“L’autoefficacia, non è dunque una misura delle competenze possedute, ma la credenza che la persona ha in ciò che è in grado di fare in diverse situazioni con le capacità che possiede” (Borgogni).

Coloro che hanno un alto senso di autoefficacia tendono ad agire di più, trasformando i propri piani in azioni concrete.

Dal livello di autoefficacia  che una persona possiede  derivano:

  1. il suo modo di reagire alle difficoltà della vita
  2. lo stress e la depressione vissuta
  3. quanto sforzo usa nel fare le cose  e la capacità di perseverare di fronte agli ostacoli e alle esperienze negative

La teoria dell’autoefficacia ci dà una spiegazione  del perchè le persone cambiano e quando cambiano fanno quello che fanno.

L’autoefficacia, così come viene percepita dal soggetto, influenza in primo luogo la scelta delle situazioni:
le persone intraprendono delle attività quando, basandosi sulla propria valutazione,  ritengono di essere   capaci di controllare  la situazione; in caso contrario sono impaurite  e reagiscono procrastinando  o evitando  del tutto.

L’autoefficacia influenza la portata degli sforzi che verranno messi in campo  per quei  comportamenti che sono necessari al conseguimento di un risultato.

L’autoefficacia influenza la durata del tempo in cui gli  sforzi verranno mantenuti, nonostante gli  ostacoli e le esperienze negative che possono presentarsi.

Le persone che hanno un basso senso di autoefficacia:

  1. Non affrontano le situazioni difficili
  2. Hanno aspirazioni basse e limitate  e non investono impegno nel raggiungimento degli obiettivi che scelgono
  3. Di fronte a compiti difficili, la prima cosa che pensano è quella di considerare le proprie carenze personali, gli ostacoli che potranno incontrare e tutte le evenienze avverse e negativi possibili anziché   concentrarsi su cosa fare per riuscire
  4. Riducono notevolmente il proprio impegno e rinunciano facilmente appena si presenta la prima difficoltà
  5. Perdono fiducia molto presto nelle proprie capacità poiché sono convinti di avere delle gravi carenze
  6. Sono facili prede dello stress e della depressione

Le persone con un alto senso di autoefficacia:

1.   Vedono  i compiti difficili come sfide da vincere anziché  come pericoli da evitare
2.   Hanno  obiettivi ambiziosi e restano fortemente focalizzate  nel raggiungimento degli obiettivi
3.   Se si presentano delle difficoltà non si scoraggiano  ma  aumentano  il proprio impegno e riescono a  mantenerlo costante nel tempo
4.   Se capitano insuccessi, fallimenti o arresti del percorso, hanno la capacità di recuperare velocemente il proprio senso di efficacia
5.   Attribuiscono l’insuccesso a un impegno insufficiente o a carenze  di conoscenze o di abilità che ritengono di poter acquisire
6.   Affrontano le situazioni difficili  con la sicurezza di poter esercitare un controllo su di esse
7.   Un atteggiamento efficace aumenta la possibilità di conseguire  successi personali, riduce lo stress e riduce la vulnerabilità alla depressione.

Le convinzioni di autoefficacia hanno un ruolo importante  nell’autoregolazione della motivazione.

Le persone motivano se stesse e dirigono le proprie azioni in modo anticipato formulando  previsioni.

Si formano delle convinzioni riguardo a quello che sanno fare, si pongono degli obiettivi e pianificano il corso di azioni deciso per la realizzazione degli  scenari futuri, secondo le proprie previsioni.

A questo punto,  mobilitano le risorse disponibili e la quantità di impegno necessario per riuscire.

La propria percezione di  autoefficacia determina gli obiettivi che le persone si pongono, la quantità di impegno che attivano, quanto a lungo perseverano di fronte alle difficoltà e l’entità delle capacità di recupero in seguito agli insuccessi.

Le persone che non hanno fiducia nelle proprie capacità, se incontrano ostacoli o vanno incontro a insuccessi, diminuiscono  l’impegno, rinunciando a volte e si accontentano di risultati mediocri.

Chi  invece crede fortemente nelle proprie capacità aumenta  lo sforzo quando non riesce a raggiungere ciò a cui aspira e persiste con tenacia  fino a che non ottiene i risultati attesi.

Di solito, una forte perseveranza ripaga gli sforzi fatti con un miglioramento della prestazione.

Spesso, l’autoefficacia  e l’autostima,  vengono considerati la stessa cosa come se si trattasse di concetti intercambiabili ma sono invece fenomeni diversi.

Il senso di Autoefficacia riguarda giudizi di capacità personale mentre l’autostima riguarda giudizi di valore personale.

Una persona può ritenere di essere  inefficace in una data attività senza per questo perdere l’autostima, se non investe tale attività del senso del proprio valore personale.

Al contrario  ci si può sentire molto efficaci in una data attività senza per questo aumentare la propria autostima.

Per mobilitare e mantenere l’impegno necessario a riuscire, ci vuole un saldo senso di autoefficacia.

Pertanto, in una certa attività, il senso di efficacia personale consente di prevedere quali obiettivi vengono scelti e la qualità della prestazione, mentre l’autostima non ha un effetto su queste variabili.Immagine

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